Sciopero della fame, secondo giorno. Sono in compagnia di Elena e Alberto, due cari amici. Ho bevuto un caffè con latte e zucchero perché iniziavo a stare male. Adesso sto cercando di capire cosa fare. Ho sentito il Cdr, un vicedirettore e l’Fnsi e ne ho apprezzato la disponibilità. So che si sta lavorando sul mio caso e che sto a cuore a molte persone. Vorrei che la mia voce diventasse la voce di tutti i precari, per ottenere risultati per me e per gli altri.
La comunità Internet si è mobilitata e mi sostiene.
So che esiste una Commissione parlamentare che si occupa di freelance per indagare sulla situazione e cercare di raddrizzare ciò che va storto. Si parlerà del mio caso anche lì, forse.
Per il momento vado avanti.